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MANET E MASSIMILIANO VIAGGIO NELLA TRAGEDIA DI UN SOGNO A MIRAMARE


“Gran coup de thèàtre a Miramare: a poco più di 150 anni dalla scomparsa dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo, un itinerario multimediale e immersivo, intrisi di fascino, di mesta dolcezza e di professionalità, ne ripercorre la tragica e romantica storia nelle Scuderie del Castello, recentemente risorte a prestigiosa sede di mostre.

Ora una nuova e felice avventura espositiva – promossa dal Museo storico e il Parco del Castello di Miramare e curata dal suo direttore Andreina Contessa, dallo storico dell’arte-Polo museale FVG, Rossella Fabiani, in collaborazione con Silvia Pinna – emoziona i nostri sensi, approfondendo per altro in modo molto documentato, la figura di Massimiliano, illuminato ideatore e deus ex macina del Castello e del Parco, oggi tra le mete più visitate d’Italia.

Mentre anche ieri il sito era invaso da turisti, le curatrici hanno presentato in un affollato incontro introdotto dall’assessore alla cultura del comune di Trieste Giorgio Rossi e con Emanuele Bassetti, la mostra-evento “Manet e Massimiliano”, prodotta da Civica Tre Venezie e Villaggio Globale International.

(…)

Massimiliano e Manet non si conobbero mai, ma quando l’artista seppe della morte dell’arciduca-imperatore, sostenuto inizialmente da Napoleone III e poi proditoriamente abbandonato, dipinse di getto la tragedia, vestendo dapprima in abiti borghesi e poi con divise francesi, i soldati preposti alla fucilazione. La metafora era chiara, tant’è che le tre versioni di grande formato dell’opera, lo schizzo a olio e la lastra litografica, non furono mai esposti finchè l’artista visse. Non a caso Eduard si era ispirato per questi dipinti a un’opera di Goya che rievocava la sanguinosa invasione francese in Spagna del 1808, ripetutasi poi in Messico. Ora invece le opere si trovano in sedi prestigiose ed esposte in modo virtuale, per la prima volta al mondo, solo qui a Trieste su progetto di Senso Immersive.

Ma la storia è raccontata alle Scuderie attraverso un doppio binario perfettamente sintonico, quello virtuale e quello tradizionale con lettere, libri, documenti e dipinti. Un viaggio attraverso più sale multimediali, che parte dalla scrivania di Massimiliano, sulla quale si apre un grande libro su cui è magicamente proiettata la sua storia.

Nel buio delle stanze successive, musiche e parole recitate da Lorenzo Acquaviva su sceneggiatura di Alessandro Sisti, ripercorrono, dalla partenza festosa da Miramare dipinta da Dell’Acqua all’arrivo delle spoglie a Trieste, i momenti salienti dell’esistenza di un giovane uomo che amava l’avventura, il mare, Trieste, l’arte e la natura e che vi aveva rinunciato in favore di una visione più moderna e idealistica della ragion di stato.

Due video simbolici e poetici, firmati dai giovani messicani Calixto Ramirez ed Enrique Mendez de Hoyos, chiudono il percorso: conclusione brillante di un evento fornito di un appeal in linea con le nuove tendenze della comunicazione virtuale dell’arte visiva, adottate dai musei internazionali, e che non mancherà certo d’implementare il numero dei visitatori del Castello, il sogno di Massimiliano sul mare.

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